Al fatto che io riuscissi a portare a termine la presentazione di oggi, Ivo, l’editore del mio ultimo romanzo, non ci credeva più di tanto. L’ho capito alle 16.08, quando mi ha risposto al telefono. Mi è bastato il tono del suo saluto e la colorita constatazione sull’avanzare del malotempo. Poche battute e una certezza che si muoveva cautamente tra i sorrisi di quel cordiale dialogo: «Oggi salta pure questa presentazione». Attenzione, nessuno ha mai pronunciato queste parole. Né io, né lui. Ma lo abbiamo pensato, forse anche nello stesso momento. E, in effetti, i prodromi che quell’incontro potesse saltare c’erano tutti: il temporale, il traffico, il parcheggio impossibile e… il fatto che io – a venti minuti dall’inizio dell’incontro – mi trovassi dall’altro capo di città.
Poi, si sa, come vanno le cose: la vita ama scombinare i piani, soprattutto di chi naviga a vista. E forse, in modo beffardo, sistema tutto al meglio. Non so per benevolenza nei confronti di chi improvvisa o per stizza nei confronti di chi pensa di poter programmare sempre tutto. Fatto sta che oggi, giovedì 27 marzo, nello Spazio di Italia Nostra Palermo, ho vissuto un momento straordinario attorno al mio romanzo «Negare il Bene», pubblicato da I Buoni Cugini Editori.

Il pomeriggio, con il suo carico di pioggia e di imprevisti logistici, ha saputo mettere insieme persone che, forse, in altre circostanze non si sarebbero mai incontrate. È proprio da momenti così che imparo come possano nascere evoluzioni armoniche e straordinarie, capaci di tracciare nuovi percorsi di condivisione culturale, emotiva e di sensibilità. Ci siamo ritrovati non solo a parlare di «Negare il Bene» ma anche a riflettere sul potere della letteratura e della cultura, della sua forza di unire, accogliere e creare.

Un sentito grazie va a Italia Nostra Palermo per aver aperto le porte a questa presentazione e in particolare alla sempre straordinaria Adriana Chirco, membro del Consiglio direttivo di Italia Nostra nazionale, che ha contribuito con il suo intervento a rendere più bello il mio romanzo.

Un grazie va anche alle Fornelle di Palermo, che hanno offerto un delizioso tè a conclusione della presentazione, consolidando quel clima di dialogo e partecipazione che ha reso l’evento così coinvolgente.

L’imprevedibilità – quella che ci fa correre a recuperare le copie all’ultimo momento, che regala un attimo di cielo azzurro giusto il tempo di far arrivare le persone all’incontro, quella che ci fa trovare subito il parcheggio – è la stessa che ci stimola a progettare nuove iniziative. Che a breve annuncerò.
Per adesso, porto con me la gioia di aver visto tante persone, tanti volti. Tutti desiderosi di condividere storie, emozioni e riflessioni. È un segnale forte: la cultura è viva, trova spazio, tempo e volontà di emergere. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a chi ha reso possibile questo incontro.